Rigetto impianti dentari
Il rigetto in implantologia non esiste .
Gli impianti dentari non possono dare rigetto.
Non bisogna confondere il rigetto con l’insuccesso, in medicina e quindi anche in odontoiatria tutte le tecniche hanno % variabili di insuccesso.
L’insuccesso si ha quando un impianto non si osteointegra all’osso (non si salda all’osso) e quindi cade o deve essere rimosso.
Se in una sede un impianto ha avuto insuccesso, va rimosso , di solito è possibile inserire un nuovo impianto nella stessa sede dopo qualche tempo.
In pazienti con una corretta igiene orale, non fumatori, non bruxisti e che fanno visite periodiche dal dentista la % di insuccesso degli impianti dentari è solo del 3 % - 5%.
March 26th, 2008 alle 12:26
Concordo in pieno e devo dire che se un impianto cede la colpa è quasi sempre del paziente che non si pulisce bene !
April 16th, 2008 alle 22:09
Caro collega è proprio vero, l’insuccesso dovuto ad errore del Medico Dentista è impossibile, con i nuovi materiali ed attrezzature ormai posizionare impianti è veramente un gioco da ragazzi… anche un falegname riuscirebbe in pochi giorni ad apprendere la tecnica…
Quindi la colpa non può che essere attribuita al paziente che non pulisce..
Saluti Dr Menconi e complimenti per il suo lavoro!
ossequi,
Riccardo
April 17th, 2008 alle 22:13
Saluti, complimenti etc… ma non credo che un dentista riuscirebbe ad apprendere le tecniche di un falegname in un paio di giorni
April 28th, 2008 alle 22:58
La durata degli impianti e dei denti naturali dipende soprattutto dalle attenzioni che il paziente presta loro.
Un paziente che lava poco o non lava per niente i denti naturali sarà destinato a perderli da giovane , allo stesso modo un paziente che dopo aver inserito gli impianti se li lava poco o non se li lava per niente non potrà pretendere una lunga durata di tutto il lavoro.
May 20th, 2008 alle 22:27
caro dott. Carrobi riccardo, cosa vuol dire anche un falegname…protrbbe imparare
…fatemi capire una persona che decide di intraprendere la strada dell’artigiano…e perche nn e un grado di apprendere….le saprà fare le protesi…ecc…ecc
ma sà scolpire il legno, sà creare…. cmq quello che le voglio dire e che io pur avendo un Q.I. molto alto ho deciso di fare il falegname e anche se non ho la qualifica di dottore non sono meno intelligente di lei…..
June 12th, 2008 alle 08:51
Salve Dott. Menconi!
Riporto le parole del Prof. Lang di Berna, ad un Congresso al quale ho partecipato alcuni anni fa a Torino. Alla domanda di un Collega: quanto dura un impianto? Il Prof. Lang ( Leader dell’ Istituto ITI di Berna) ha risposto testualmente: TUTTA LA VITA…. se Lei lo ha messo in sterilita’ e secondo le elementari norme chirurgiche, e se soprattutto il paziente segue con scrupolo le nostre indicazioni sul modo corretto di pulirlo e viene regolarmente ai controlli!
Saluti e complimenti!
Dr. Maurizio D.,Medico Chirurgo Odontoiatra, Implantologo
June 13th, 2008 alle 22:35
Caro collega non sono d’accordo con il Prof. Lang ,
è vero che gli impianti in titanio in teoria dovrebbero durare tutta la vita , ma in pratica questo non si verifica quasi mai perchè sono troppi i fattori che possono limitare la vita degli impianti (cattiva igiene orale, fumo , abitudini viziate , diabete ecc. ecc.) , d’altronde anche i nostri denti naturali in teoria dovrebbero durare tutta la vita ma in pratica soltanto in rarissimi ed eccezionali casi i pazienti riescono ad arrivare fino a tarda età con quasi tutti i loro denti.
Avrei piacere di sentire il parere di altri colleghi su questo tema.
June 18th, 2008 alle 13:01
dott. Zeno Lagliai, dott. Carobbi Riccardo,
spero che la vostra professionalità superi la qualità del vostro italiano. Ed eviterei anche questi commenti gratuiti sugli artigiani, la vita è una questione di scelte, un artigiano non è meno intelligente di un dentista, Ivan concordo.
Comunque volevo solo dire che ho ben due impianti, da più di un anno e, per ora, non riscontrato nessunissimo problema. Peccato per le capsule che mi ci hanno montato, troppo strette, tra la capsula e il dente accanto ci passa quasi uno stecchino da denti! a proposito, è possibile modificarle? O dovrei rifarle?
June 27th, 2008 alle 19:52
* Anche un falegname … *, non credo il collega volesse mancare di rispetto ai falegnami ma solo dire che chiunque, abituato a lavorare anche colle mani, seppur in campi diversi, può mettere un impianto, perchè la tecnica è facile. Forse non ci riesce un ordinario di teoretica! Riguardo a LAURA e all’italiano, ha dato una sbirciatina al suo? Per le capsule con eccesso di spazio interprossimale meglio rifarle ex novo, se mi esce un errore nel lavoro, o se nella prova un paziente non è soddisfatto per motivi validi, il lavoro io lo rifaccio senza indecisioni. Cordiali saluti a colleghi e pazienti.
July 3rd, 2008 alle 18:48
Buonasera a tutti, io per quel poco che so credo che gli impianti non possano durare tutta la vita nella bocca dei pazienti e che come molte protesi (non solo donontoiatriche) abbiano bisogno di controlli nel tempo, poi non so quale possa essere in media la vita degli impianti (anzi, se qualcuno ha un’esperienza clinica ampia potrebbe colmare i miei vuoti di sapienza?).
Cari Ivan e Laura, non credo che nessuno volesse offendere la categoria degli artigiani, ma era solo un commento per dire che con le nuove tecniche e strumentazioni è diventato abbastanza “semplice” mettere impianti senza aver bisogno di laurea in odontoiatria e conoscenze specifiche (chiaro anche che era un discorso per assurdo ed è meglio che i dentisti continuino a fare i dentisti e i falegnami i falegnami, senza nulla togliere agli uni e agli altri).
July 11th, 2008 alle 12:25
una curiosità…un impianto a carico immediato che è stato contaminato, si può sterilizzare in autoclave (imbustato)e reimpiantato?
Grazie
July 22nd, 2008 alle 23:23
No. Gli impianti sono monouso , quelli che non hanno avuto successo non possono essere riutilizzati.
July 23rd, 2008 alle 17:25
salve! ad aprile ho fatto 2 impianti tradizionali è andato tutto liscio ad ogni controllo non ho mai avuto dolori nè gonfiori .Dopo tre mesi mi hanno messo i perni di guarigione ma haimè come ha finito di avvitare è saltato tutto. Eppure di osso ne ho l’igiene la rispetto non soffro di nessuna patologia .Chi mi sa dire cosa è successo? Posso riprovare tra qualche mese?E’ utile prima di riprovare fare una tac?
July 23rd, 2008 alle 23:54
Purtroppo, come spesso abbiamo scritto nel sito, l’insuccesso in implantologia esiste indipendentemente dalla tecnica utilizzata.
Fortunatamente nella maggior parte dei casi è possibile inserire nuovi impianti nella stessa sede dopo alcuni mesi dalla rimozione degli impianti falliti, vedrà che il suo dentista le saprà indicare i tempi per poterci riprovare.
dentista.tv
July 30th, 2008 alle 17:33
<p>scusate ma io non ho capito ma gli inpianti danno riggeto?</p>
October 5th, 2008 alle 13:01
Occorre rimanere obbiettivi: Il successo dell’Impiamto dipende: a) dalle prime 72 ore dopo l’inserimento, per la fase chirurgica ,b) dalle prime settimane, sino a tre/sei mesi per l’osteointegrazione, ovvero la rigenerazione dell’osso intorno all’impianto.,c) dal carico corretto con le corone (protesi). SE TUTTO QUESTO è FATTO CORRETTAMENTE e , naturalmente, se vi è una certa igiene orale, L’IMPIANTO PUò DURARE PER DECENNI. Perde da uno a tre millimetri nel primo anno, poi la retrazione si assesta ad un massimo di perdita di osso di 0,2 mm all’anno, per cui occorreranno 10 anni per perdere 2 millimetri . QUESTO CON GLI IMPIANTI TRADIZIONALI CLASSICI, PERCHè OGGI GLI IMPIANTI DI ULTIMA GENERAZIONE HANNO SUPERATO al 90% QUESTO LIMITE. Io personalmente ho applicato impianti 15 anni fa, ho rifatto dei lavori in bocca per gli altri denti alla stessa persona: gli impianti, anche se datati erano perfettamente a posto, ho dovuto levare i denti vicini, ho riutilizzato gli impianti per rimettere delle nuove corone per il nuovo lavoro che si era reso necessario, non perchè gli impianti avevano ceduto, ma per difetti del resto della bocca. Conclusioni: gli impianti se si sono osteointegrati possono durare veramente per decenni, sempre se le corone e le protesi “caricate” sopra, siano corrette.
N.B. Io non potrei mai essere un bravo falegname, e lascio a lui la sua professionalità, che solo ui con la sua pratica ed esperienza può, allo stesso modo un falegname non potrà certamente posizionare degli impianti in modo congruo, che non vuole dire solo avvitare qualcosa in boccal Il buon senso delle persone (vedendo gli insucessi dei conoscenti) sa benissimo che occorre anche un bravo e serio Professionista, per tutte le cose che abbiamo detto, qualunque sia la tecnica implantologica impiegata, tradizionale. elettrosaldata, a carico immediato od in due fasi.
Saluti ed auguri per il vostro lavoro
October 5th, 2008 alle 20:10
Grazie a tutti voi per i contributi dati anche se molte opinioni non coincidono.
Cio’ dipende da tanti fattori, esperienze diverse “sul campo” eccetera.
Si, il “rigetto” non esiste, ma esiste la perdita degli impianti. Io eseguo interventi di implantologia da 20 anni e i miei primi due pazienti (fortuna dei principianti??!!) hanno ancora in bocca i loro impianti: una overdenture su due impianti e un ponte inferiore sinistro (un paziente inoltre che ha condotto sempre una igiene orale scadente!).
Posso dire che la mia statistica di successo coincide con le medie dei vari autori: dal 96 al 98 & nei primi 5 anni. Ma posso affermare che se dopo due anni vedo un impianto clinicamente e radiologicamente sano, so già che se non intervengono fattori del tutto imprevisti, vedro’ le stesse immagini a 5 anni. Se dopo 5 anni vedo impianti sani, non ho molti dubbi che a 10 o 15 annidi distanza sranno ancora in sede! Non ne faccio una affermazione assoluta, ma intendo dire che la maggior parte degli insuccessi che ho avuto è stata nei primi mesi, entro 6 mesi circa, e sempre per mancata osteointegrazione.
A questo proposito desidero portare la Vostra attenzione su due fattori letteralmente indispensabili per un successo implantare secondo i miei studi e la mia esperienza.
Il primo: rispettare il concetto biologico assoluto che VI DEVE ESSERE UNO SPESSORE DI ALMENO UN MILLIMETRO dell’osso attorno al colletto dell’impianto per poter assicurare una vascolarizzazione sufficiente della corticale ossea e quindi evitare un precoce ritiro e abbassamento dll’osso attorno al colletto stesso.
Il secondo: NON SOLLECITARE in alcun modo l’impianto con carichi che diano movimenti superiori ai 150 micrometri, limite giudicato sia dal Prof. Buser che da Linde il massimo per permettere il rimodellamento osseo e la successiva definitiva osteointegrazione a 6-12 settimane.
Nella mia esperieza, inoltre, anche un impianto non perfettamente stabile ma messo sottomucoso, magari con una membrana in collagene di protezione, si integra e stabilizza perfettamente. Riaprendo dopo 12-15 settimane sono ormai certo di trovare un impianto del tutto stabile.
Al collega che parla correttamente di un ritiro “fisiologico” dell’osso periimplantare di 0,2 mm l’anno posso dire che la mia esperienza non coincide. Ormai le superfici implantari del tipo Astra-Tech con la Platform.Switch permettono addirittura la ricrecita dell’osso sul moncone sotto il bisello, inglobando del tutto l’impianto. Anche se non mi mancano diversi casi di ritiro di alcuni millimetri dopo anni, la norma per me (saro’ fortunato?!) e’ vedere dopo 15-16 anni l’osso allo stesso livello di quando ho inserito l’impianto. Il ritiro osseo di due mm nel primo anno e’ una vecchia affermazione di Branemark che secondo me dovrebbe essere rivista. Se l’osso si ritira un po e poi si stabilizza non vedo motivi per i quali esso debba avere un ritiro annuo predefinito. Questo nella mia esperienza e in quella di molti colleghi.
Maurizio D. Medico Chirurgo Odontoiatra